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La lotta dei Celti Salassi contro i Romani

L'industria del ferro in Netro ebbe origine dai Celti Salassi che, anni prima della nascita di Cristo, lottarono per circa ottant'anni contro i Romani. Netro presenta caratteristiche speciali di difesa, protetto da due grandi trinceroni naturali, per cui i Salassi credettero bene di farne un potente baluardo di difesa e qui, in un luogo cosi' sicuro, impiantarono officine per fabbricare le loro armi.

La stessa parola Netro e' di origine celtica: NEOS TRU (nuovo luogo di difesa). Si conservano nel gergo netrese parole e frasi celtiche quali: "Fe brande'" (attizzare la forgia); "Gorba" (servente di forgia); "Burnel" (fontana); ecc..

L'industria persevero' per vari secoli per la fabbricazione di armi e per articoli agricoli. Il lavoro veniva eseguito con il "Martinetto", cui segui' il maglio a testa d'asino ed il "Mutun", la rudimentale berta azionata da funi e carrucole con il martello battente di circa due quintali.


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Un documento del 1232

I Signori di Vercelli chiamarono da Milano nel 1232 un certo R. Aramanno per la lavorazione degli "usberghi", le corazze dell'epoca, e la localita' fu scelta sui confini tra Netro e Mongrando, lungo il torrente Ingagna, spendendovi tra l'altro una somma considerevole per l'epoca.

Il Mandelli, che cita queste informazioni, si chiede a questo punto dove potessero essere fabbricate le armi per conto di questi Signori vercellesi. La risposta e' intuitiva: e' evidente che tali armi fossero in fabbricazione a Netro, in quanto nessuno avrebbe impiantato delle officine per le corazze al mancare di abili maestranze gia' specializzate nella lavorazione del ferro. Del resto molti storici citano i fabbri di Netro in varie epoche: segno dell'esistenza di una lunga tradizione di fucinatori, che trasmettevano la loro arte di padre in figlio. Vi erano sparse qua e la' in paese e nelle frazioni tante piccole fucine sparse, che utilizzavano l'acqua dei rii e dei torrenti; il sistema si protrasse, senza grandi cambiamenti, per molti secoli.


1700 - i Serramoglia

Dopo un susseguirsi di grandi maestri, nominati dapprima "notabili", poi per contrazione "nobili" (si intende per la "nobilta' del lavoro") dai quali ci e' pervenuta una spada di circa 80 cm. di lama e larga 2 cm. con la scritta "1525", ancora oggi flessibilissima come fosse stata fabbricata di recente, appaiono nel 1700 i Serramoglia, con le loro officine in regione Zumer.

Essi erano quasi gli unici fornitori dei Savoia per le armi bianche, e gli operai indossavano la divisa degli arsenalotti. Come anche sotto l'impero napoleonico Netro era annoverato tra gli arsenali dell'Impero, con Torino e Tolone.

Nel 1700, oltre alle officine dei Serramoglia, vi erano in Netro altre 14 officine ed in quell'epoca erano impiegati circa 150 fucinatori, oltre agli apprendisti ed agli addetti ai lavori sussidiari. Giuseppe Serramoglia invento' la "macchina soffiante", precedendo l'odierno ventilatore per la forgia.

Ai Serramoglia succedette Michele Sartoris, che fu il primo ad introdurre in Italia i laminatoi. Con lui vennero prodotte forniture per la marina e l'esercito, strumenti agricoli e da taglio. La direzione delle officine era affidata ad un giovanissimo Giovanni Battista Rubino, capostipite di una dinastia che per Netro sara' la pietra miliare della propria storia e della propria economia.

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